Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male


(Renato Casarotto)

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Attenzione alle ... valanghe di limiti

Al delicato argomento della sicurezza negli sport invernali è stato dedicato il 21 novembre 2009 al Palamonti di Bergamo un importante convegno coordinato dal vicepresidente generale del CAI Vincenzo Torti sul quale si riferirà nel prossimo numero del notiziario. "La libertà in montagna … sotto una valanga di limiti" era il titolo, con riferimento alla legge quadro sulla sicurezza nella pratica degli sport invernali approvata dal Consiglio regionale del Piemonte (LS 3/0), che obbliga gli amanti del fuori pista ad avere con sé pala, sonda e ARTVA. Il provvedimento ha suscitato le proteste di 91 gestori di rifugi alpini e 81 presidenti di sezione in rappresentanza degli oltre 50.000 soci sparsi sul territorio della regione.
Oggetto della contestazione è il comma 2 dell'articolo 30 della l.r Piemonte 2/2009, come modificato dalla legge regionale 12 marzo 2009, n. 7, che è stato sostituito dal seguente: "I soggetti che praticano lo sci alpino, lo sci fuori pista e le attività escursionistiche, in ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, al di fuori dell'area sciabile e dei percorsi individuati e segnalati dai Comuni, sono tenuti a munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sondo da neve per garantire un idoneo intervento di soccorso".
E' stato quindi lo stesso presidente generale Annibale Salsa, sentito il parere degli organi tecnici, in particolare della Commissione nazionale scuole di alpinismo scialpinismo arrampicata libera e del Servizio valanghe Italiano, a esprimere la posizione ufficiale del CAI.
In una lettera al presidente del Gruppo regionale Gino Geninetti il CAI suggerisce di riscrivere l'articolo in questione come segue: "I soggetti che praticano lo sci alpinismo, il fuori pista con sci o con snowboard, e le attività escursionistiche, cui pendii ripidi innevati aventi inclinazione di almeno 25°, situati in prossimità delle piste e presenti nelle aree sciabili attrezzate, sono tenuti a munirsi di appositi apparecchi elettronici di segnalazione e ricerca e garantire un idoneo intervento di soccorso".
In mancanza comunque dei criteri di attuazione le sanzioni per questo inverno (2009/2010) sono sospese, spiega Marco Travaglini, presidente del Gruppo Amici della Montagna di Consiglio Regionale del Piemonte, proponendo di rinviare di un anno questo punto della legge per consentire un ampio confronto e una più lunga condivisione.

Dallo Scarpone di dicembre 2009

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