Per quanto si vada lontano, per quanto si salga, si comincia sempre con un piccolo passo.

(François Cheng)

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La Grigna e l'acqua

Forse non tutti sanno che nel gruppo delle Grigne è difficile se non impossibile trovare acqua sorgiva per rinfrescarsi e dissetarsi. Certo non siamo nel deserto e nemmeno in montagne inaccessibili, ma, in alcune situazioni, non avere un po' di quel nettare tanto prezioso quanto vitale può diventare pericoloso. Pur conoscendo molto bene la situazione acqua ed il gruppo delle Grigne una mattina …

 

… partiamo vero le sei del mattino da Lodi in una giornata di fine maggio. Il sole si sta alzando mostrando una giornata meravigliosa senza una nuvola ma un po' fredda. Il nostro piccolo obiettivo è il rifugio Rosalba all'attacco del sentiero Cecilia per la Grignetta, quattro passi per allenarci e per smaltire lo stress del lavoro e della città. Dopo la tradizionale sosta per la colazione da "Buona Giornata", un bar pasticceria sempre aperto nei pressi di Calco lungo la statale per Lecco, proseguiamo tranquilli fino a Rongio di Mandello. Calziamo gli scarponi e via per il sentiero che per la Val Scarettone porta direttamente al rifugio. La temperatura incomincia a salire ma la prima parte del percorso sale lungo il versante ovest di un costone che ci tiene quasi sempre all'ombra. Si cammina, si discorre delle attività lavorative, delle nostre famiglie, di flora e di fauna fino a metà percorso quando riteniamo doverosa una sosta per rifocillarsi e bere qualche sorso d'acqua. Già l'acqua elemento fondamentale in queste valli. Apro lo zaino e sicuro prendo la solita tavoletta di cioccolato fondente e la borraccia, ma … scopro con stupore che per la prima volta non l'avevo riempita! Non ci preoccupiamo, dividiamo l'acqua che abbiamo sicuri di recuperare al rifugio, ma in montagna c'è sempre in agguato l'imprevisto come a Monopoli! Risalita la china del costone ci troviamo in pieno sole ormai caldo quasi estivo e sebbene fosse maggio inoltrato troviamo la neve a sbarrarci la strada. Più che neve potremmo dire quasi ghiaccio molto duro in un bosco piuttosto erto. Siamo costretti a "scalinare" pur non avendo gli scarponi adeguati per percorsi con molta neve ed incominciamo a sudare e a bere. L'acqua finisce rapidamente e siamo costretti a mangiare la neve per placare l'arsura che ormai è quasi quella di luglio. Dopo molta fatica finalmente avvistiamo il rifugio quasi come una salvezza, ma non è finita. L'acqua acquistata a caro prezzo per garantirci il ritorno, attraverso un più agevole itinerario, non basta a causa della giornata torrida e delle energie spese in salita; finalmente in valle troviamo una cascina che pesca acqua da uno dei pochi torrenti, ci dissetiamo e ripartiamo per Rongio dove giungiamo sfiniti verso le sei di sera.

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Ultimo aggiornamento (Sabato 24 Gennaio 2009 08:52)

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